E’ saltata ieri la norma da inserire nel DPEF, con la velleità di abbattere l’arretrato del processo civile.

Per usare una nota espressione del compianto Fantozzi rag. Ugo, si trattava di una “cagata pazzesca”.

Il ministro Orlando avrebbe voluto far introdurre tutti i processi civili, davanti al giudice monocratico, con il rito sommario di cui all’art.  702 bis c.p.c.: ovvero uno dei riti meno usati dagli avvocati italiani.

Pare che, persino nel governo, il ministro Boschi che un tempo faceva – guarda caso l’avvocato e non il funzionario di partito – si sia opposta; dopo che già Anm e Cnf si erano detti contrari.

Siamo alle solite.

Tutti i governi, che si succedono, inneggiano all’efficienza della macchina giudiziaria, ma l’unica soluzione che trovano è fare dell’accesso al processo una corsa a ostacoli.

Con buona pace dei diritti costituzionalmente garantiti dei cittadini.

 

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