L’amministratore di condominio, che non frequenta i corsi di aggiornamento, non può essere nominato.

Secondo il Tribunale di Padova con una pronuncia del marzo scorso, pubblicata in questi giorni, «se da un lato può ritenersi che la nomina ad amministratore è da ritenere valida perché il condominio convenuto ha provato la sussistenza dei requisiti dell’amministratore al momento della sua nomina, per avere frequentato il corso obbligatorio per l’anno 2014/2015 dall’altro va dichiarato che l’impugnativa da parte dell’attore con la richiesta di nullità della delibera e conseguente revoca dell’amministratore (conseguenza automatica) era legittima e giustificata proprio dal comportamento tenuto dall’amministratore di condominio che non era stato in grado di fornire la prova della sussistenza dei suoi requisiti, prima della nomina».

In parole più semplici, l’amministratore quando viene nominato deve essere in possesso dei requisiti previsti dall’art. 71-bis delle disposizioni di attuazione del codice civile: e quindi di aver «frequentato un corso di formazione iniziale» e di svolgere «attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale»; il tutto con cadenza annuale.
In mancanza la nomina è nulla.

Si potrebbe aprire un bel discorso, sulla valenza dei corsi professionali, anche per gli avvocati… ma lo faremo alla prossima puntata.

Per il momento intravediamo solo la possibilità di un aumento del contenzioso in materia condominiale, che già era rilevante.

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