Il Tribunale di Ferrara con una recentissima pronunzia (ordinanza del 16 ottobre 2017; Presidente Savastano – Estensore De Curtis) si inserisce nell’ampio dibattito sul processo civile telematico.

Il tema è il seguente: il reclamo avverso un provvedimento cautelare è un atto endo -processuale oppure?

A seconda della risposta, nella confusione della materia, croce e delizia degli avvocati italiani, la costituzione dovrà essere cartacea o telematica.

La giurisprudenza nazionale, come al solito, ha detto tutto e il contrario di tutto; sempre in attesa che il Legislatore si degni di redigere un codice organico del processo telematico civile.

Secondo il Collegio estense: <<il reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c., per quanto non inserito nel titolo III del libro II del codice di procedura civile relativo alle impugnazioni e per quanto di natura devolutiva, ha natura lato sensu impugnatoria in quanto consiste nella censura di un provvedimento e nella richiesta, ad un giudice diverso da quello che l’ha emanato, di una nuova pronuncia idonea a sostituirsi alla prima (sulla natura impugnatoria del reclamo cautelare si vedano Corte Cost. sentenza n. 253/1994 nonché Trib. Venezia 11.9.2013). Conseguentemente la memoria di costituzione nel procedimento per reclamo introdotto da controparte non può avere natura di atto endoprocessuale>>.

Questo significa che la costituzione può avvenire sia cartacea, sia telematica senza che da ciò discenda alcuna questione di ammissibilità della stessa.

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